Bahrain: due insegnanti condannati, continua il pugno di ferro delle …

Un altro processo ha avuto luogo in Bahrain e questa volta sono due ex dirigenti del Sindacato degli insegnanti (Bta) a finire dietro le sbarre. Mahdi ‘Issa Abu Dheeb è stato condannato a cinque anni di prigione, Jalila Al-Salman – assente durante l’annuncio del verdetto – a sei mesi. La sentenza d’appello ha ridotto le condanne emesse in primo grado, in cui ai due insegnanti erano stati rispettivamente inflitti 10 e tre anni di carcere. Amnesty International ha definito tutto questo “un’ulteriore ingiustizia”.

Secondo quanto riferisce l’organizzazione, Abu Dheeb e Al-Salman erano stati arrestati nel corso di uno sciopero degli insegnanti, nei primi mesi del 2011. Tenuti in stato d’isolamento e, a loro dire, costretti a firmare sotto tortura confessioni che non avevano neanche letto, erano stati processati e condannati da un tribunale militare per avere, tra le altre cose, indetto uno sciopero degli insegnanti in qualità di vicepresidente e presidente dell’associazione di categoria, bloccando il sistema dell’istruzione, “incitando all’odio contro il regime” e “tentando di rovesciare il sistema vigente con la forza”.

Da allora, Abu Dheeb ha già trascorso circa 18 mesi in prigione, mentre Al-Salman ne ha passati cinque e mezzo, prima di essere rilasciata su cauzione.

Per ora il destino dei due insegnanti sembra essere la prigione. Purtroppo non si tratta di un caso isolato: numerosi attivisti e manifestanti condividono la stessa sorte. Dal 14 febbraio del 2011 il popolo protesta contro la monarchia degli al Khalifa e questo accade ogni giorno, anche se la stampa  e la diplomazia internazionale tace.

Possiamo definirla una vera e propra “primavera dimenticata”, perché di questo si tratta. Il Bahrain Centre for Human Rights (BCHR), che monitora costantemente la situazione dei diritti umani nel Paese, ha lanciato numerosi appelli: continua infatti il pugno di ferro nei confronti di difensori dei diritti umani, manifestanti, blogger e popolazione civile. Una pratica che sta prendendo sempre più piede è quella delle punizioni collettive ossia dei raid effettuati dalle forze governative che casa per casa arrestano civili.

Secondo quanto riporta il BCHR, il 12 ottobre scorso durante una manifestazione a Manama sono state arrestate numerose persone tra cui bambini. In un’altra occasione, un giovane di 18 anni, Sadeq Al Haiki, è stato arrestato durante una manifestazione pacifica e attualmente si trova in ospedale in pessime condizioni senza ricevere cure adeguate. Recentemente alcuni medici imprigionati hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro l’arresto.

di Elisa Cassinelli

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