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27 novembre 2013 – Resta poco tempo ai team impegnati nel campionato 2014 per decidere se dare il via libera a Pirelli per svolgere una sessione privata di test in Bahrain a dicembre.
Dopo che le due sessioni bagnate del venerdì hanno impedito a Pirelli di testare in pista le coperture 2014, si è fatta insistente da parte della Casa milanese la richiesta di svolgere un test privato in Bahrain il prossimo mese per garantirsi i margini operativi necessari ad apportare eventuali correzioni alle gomme prima dei test di fine gennaio a Jerez.
Pirelli si era anche detta disposta a comprarsi una macchina per svolgere i test, ma aveva chiesto la disponibilità a un team e la McLaren si era subito detta disponibile (con l’intento non proprio mascherato di fare girare Kevin Magnussen). Ovviamente l’ipotesi è stata scartata dalle altre squadre, Mercedes in primis, con Brawn che aveva osservato: “Sarebbe una situazione spiacevole se un team avesse il beneficio di provare le gomme mentre tutti gli altri sono esclusi”. A conferma che non convincono nessuno le promesse di Pirelli e FIA di aprire i test a un osservatore per squadra, di tenere al buio il team che mette a disposizione la macchina sulle soluzioni provate, e di condividere i dati con tutti.
Il fatto è che nessuno vuole ripetere una stagione come quella appena conclusa: né i team, né la Federazione, né Ecclestone e, soprattutto, nemmeno la Pirelli, che ha anzi spesso rivendicato più test come condizione della sua permanenza in Formula 1. E così, secondo quanto riferisce Auto Motor und Sport, domenica a Interlagos Ecclestone e Paul Hembery, grazie a Niki Lauda, hanno riunito d’urgenza le squadre e proposto un piano di test collettivi, da svolgere con vetture 2013, che richiederebbe l’approvazione del presidente della FIA, Jean Todt.
“La decisione deve essere presa entro mercoledì per ragioni logistiche“, ha spiegato il corrispondente Michael Schmidt. “La condizione è che Pirelli si faccia carico dei costi e in teoria ogni team può mandare una macchina. Ma è necessario il consenso di tutti i team e della FIA”.
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F1P | Matteo Sala