Vettel, che succede?

Vettel, che succede?

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Post 27 Aprile 2014

By Marco Pezzoni

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L’annata 2014 per il quattro-volte campione del mondo Sebastian Vettel non è cominciata nel migliore dei modi. In difficoltà sia con le nuove caratteristiche delle vetture, ed alle prese (forse per la prima volta in carriera) con un compagno di squadra realmente “scomodo”, Seb è apparso l’ombra del pilota che tutti conosciamo, capace di vincere gli ultimi quattro campionati e di scombussolare la Formula 1 a suon di record. Anche perchè occorre sottolineare che, se il bilancio di questa prima parte di stagione è al di sotto delle aspettative, i problemi per lui sono iniziati già dai primi test invernali. Lui, pilota “figlio” degli scarichi soffiati, ha dapprima patito i gravi problemi di surriscaldamento della power unit, manifestatisi sia a Jerez che in Bahrain. Prima di partire per l’Australia, Renault è poi riuscita a venire a capo di tali problemi, e gli effetti sono stati visibili: qualifiche completate senza eccessivi patemi per quanto riguarda la vettura, seppur concluse dietro al suo compagno Ricciardo. In gara, però, ha dovuto subito fermarsi per preservare la propria power unit, contrariamente a Ricciardo che ha finito la sua gara salvo essere successivamente squalificato. In Malesia le cose sembravano essersi messe bene per lui e la Red Bull: primo podio stagionale, seppur staccato dalle imprendibili Mercedes; in Bahrain è poi giunto 6° alle spalle della Force India di Hulkenberg, dopo aver subito l’onta del sorpasso dal suo compagno di box Ricciardo, decisamente più in forma e più veloce di lui. Nell’ultima gara in Cina, Seb ha dovuto vedersela ancora con Ricciardo per la 4° posizione, cedendo ancora una volta al suo compagno di box dopo l’ennesimo invito a “farsi da parte” giunto via radio. In gara è parso più nervoso del solito anche per questo motivo (accettando malvolentieri l’ordine di lasciar passare Daniel che era più veloce di lui), tanto da farsi passare anche da una Caterham.


Ma cosa c’è alla base di questo balbettante inizio di stagione da parte del quattro-volte campione del mondo? Sicuramente uno scarso feeling con la vettura, che poco si adatta allo stile di guida del tedesco. Grazie agli scarichi soffiati e all’alto carico aerodinamico, Seb riusciva a controllare perfettamente la vettura in trazione all’uscita dalle curve, consentendogli di usufruire di un bel vantaggio rispetto agli avversari. Aboliti gli scarichi soffiati e, di conseguenza, con meno carico aerodinamico sulla vettura, ecco che i punti di forza della guida di Seb sono improvvisamente venuti a mancare su queste nuove vetture turbo. Ricciardo ci ha messo poco ad adattarsi alla vettura, venendo da una vettura che godeva di un carico aerodinamico sicuramente inferiore rispetto a mamma Red Bull. In secondo luogo, proprio il rampante australiano rappresenta una presenza “scomoda” all’interno del box: Ricciardo in questo inizio di stagione è risultato costantemente più veloce di lui, sfruttando il rapido adattamento alla vettura e lo stile di guida affinato in Toro Rosso. La presenza di un pilota giovane e irriverente come Ricciardo sta creando non pochi grattacapi a Seb, anche perché Daniel non ha timori reverenziali al cospetto di Vettel (non si è fatto problemi a passarlo in Bahrain e in Cina), e con una sudditanza psicologica che non ha nulla a che vedere con quella manifestata da Webber negli ultimi anni. Il terzo punto è rappresentato dai tanti, piccoli problemi accusati da Vettel in questo inizio di stagione: dal flussometro alle gomme, sino alla vettura danneggiata. Pare infatti, secondo quanto trapelato da fonti interne alla scuderia di Milton Keynes, che Seb abbia corso in Cina accusando problemi sul telaio della propria vettura, che difatti verrà sostituito per il prossimo appuntamento in Spagna. Strano perché non si sono viste sportellate o altro che possa aver compromesso la sua Red Bull, sempre che non si tratti di un tentativo di mascherare i problemi di feeling con la RB10. Ad aiutarlo, inoltre, non hanno minimamente contribuito le dichiarazioni del boss Mercedes Niki Lauda, il quale lo ha “punzecchiato” sostenendo che attualmente accuserebbe la pressione di non riuscire ad esprimersi ai suoi livelli, sostenendo le tesi di tutti coloro che ritengono Vettel capace di inanellare una simile sequenza di successi soprattutto grazie alla formidabile vettura di cui disponeva. Insomma, tante piccole cose che non fanno dormire sonni tranquilli al tedeschino della Red Bull, il quale sicuramente sogna il riscatto già a partire da Barcellona.

Marco Pezzoni

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