Dopo un digiuno che va avanti dal 17 marzo, Zainab al-Khawaja e suo padre Abdulhadi al-Khawaja, detenuti nel carcere di Bahrain per aver manifestato a favore della democrazia, rischiano la vita per aver iniziato da domenica scorsa anche lo sciopero della sete.
Lo sciopero della fame avviato da padre e figlia attivista va avanti ormai da circa dieci giorni, ma quello che ha preoccupato ora il gruppo per i diritti umani Freedom House è lo sciopero della sete, avviato la scorsa domenica in seguito all’impedimento ai due detenuti di una visita familiare.
Tramite una nota il Freedom House ha spiegato di essere profondamente preoccupato; secondo i medici, infatti, Zainab al-Khawaya e suo padre, continuando con il rifiuto dell’acqua, rischiano un’insufficienza multiorgano, un arresto cardiaco o addirittura il coma.
La giovane attivista deve scontare tre mesi di carcere per l’accusa di aver insultato un funzionario pubblico nel momento in cui si è opposta alla detenzione di suo padre e di altri otto attivisti.
Abdulhadi al-Khawaja e gli altri attivisti sono stati condannati all’ergastolo nel giugno del 2011 al termine di un superficiale processo; gli uomini erano stati arrestati nell’aprile dello stesso anno con l’accusa di essere ispiratori delle proteste di massa contro il governo.
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